
Matteo Salvini viene rieletto segretario federale della Lega con 465 voti al termine di un Congresso che segna la sconfitta definitiva di chi, tra la sinistra e i governatori di Regione, sperava già di ottenere il suo scalpo politico.
Il leader del partito blinda la sua leadership e rilancia l’azione politica mettendo al centro del dibattito un posizionamento internazionale netto e una radicale riforma dello Stato. Dal palco del Congresso arriva la svolta definitiva sulla politica estera: “Basta soldi e armi all’Ucraina”, una dichiarazione che traccia una linea di demarcazione chiara rispetto alle dinamiche del conflitto.
Insieme alla riconferma, il segretario ha presentato ufficialmente il nuovo simbolo del partito. Questo passaggio formale sancisce la definitiva trasformazione della Lega: la sinistra, che secondo la tesi congressuale sognava nostalgicamente un ritorno alla Lega delle origini, dipinta come razzista, ignorante e confinata al 2%, vede svanire i propri auspici.
Salvini ha invece proposto la Lega Federale sul modello di Gianfranco Miglio, descritta come il grande sogno federatore e sovranista esteso all’intero territorio nazionale. Viene così superata la dimensione ristretta al solo asse Lombardo-Veneto o alla fantomatica quanto inesistente Padania. Con questa mossa, il progetto di una Lega Nord — che nella visione secessionista di Bossi tanto faceva comodo alla Germania — viene messo in stand-by, segnando la sconfitta di quelli che auspicavano una Lega ammaestrata, europeista e confinata al regionalismo spicciolo.
L’obiettivo dichiarato è l’applicazione a tutto il Paese del modello federale e sovranista ispirato alla Svizzera. Le parole d’ordine che guideranno il nuovo corso politico della Lega di Salvini sono chiare e speculari alle richieste storiche della sua base:
- Sovranità nazionale
- Amicizia con la Russia
- Meno tasse per cittadini e imprese
- Sicurezza prioritaria nelle strade
Il verdetto del Congresso lancia un messaggio chiaro agli avversari politici: chi sperava in un crollo interno di Salvini, o peggio, si auspicava la fine della Lega e del suo progetto sovranista, dovrà ancora attendere!







