
Un cittadino medio passa anni sui banchi di scuola imparando date, formule, regole grammaticali, nozioni scientifiche e infinite definizioni. Impara a risolvere equazioni, analizzare testi e ricordare avvenimenti storici. Poi arriva all’età adulta e si trova davanti a due questioni che condizioneranno concretamente gran parte della sua esistenza: come alimentare il proprio corpo e come gestire il proprio denaro.
Ed è proprio lì che scopre qualcosa di sorprendente: sulle due materie più importanti per la sua vita quotidiana, a scuola, nessuno gli ha realmente insegnato nulla.
Dovrebbe saper leggere un’etichetta, riconoscere gli ingredienti, comprendere zuccheri, grassi, proteine e carboidrati, sapere come bilanciarli e abbinarli, distinguere la qualità di un alimento e conoscere il rapporto tra alimentazione, stile di vita e salute. Eppure, a scuola, di alimentazione si parla poco, marginalmente e talvolta persino in modo superficiale o sbagliato.
Lo stesso vale per l’educazione finanziaria. Dovrebbe conoscere inflazione, interesse composto, credito, debito, investimento, rischio, diversificazione e potere d’acquisto. Dovrebbe saper amministrare, proteggere e, quando possibile, far crescere i propri risparmi.
Invece sa ipoteticamente come risolvere un’equazione, ma spesso non sa quanto gli costerà realmente un finanziamento.
Non è un dettaglio: sono gli strumenti necessari per difendere salute e autonomia economica.
E qui emerge la parte più scomoda!
Il sistema economico vive anche di consumo, e il consumo inconsapevole è più facile da alimentare. Chi non comprende ciò che mangia, compra o paga è inevitabilmente più vulnerabile.
Non servono complotti: basta osservare gli interessi che ruotano attorno ad alimentazione, consumo, salute, credito e finanza.
…e così il ciclo continua: si consuma senza comprendere, ci si indebita senza conoscere, si subiscono le conseguenze e si ricomincia. Tutto questo per la gioia di quei pochi che continuano a guadagnare sempre di più.








