
C’è qualcosa di curioso nella sicurezza moderna: più il cittadino ha paura, più cresce il mercato di chi promette di proteggerlo.
Axon, colosso delle tecnologie per le forze dell’ordine, ha chiuso il 2025 con 2,8 miliardi di dollari di ricavi, +33%. Nel secondo trimestre 2026 ha raggiunto 904 milioni, +35%. Motorola Solutions, tra comunicazioni, videosorveglianza e software per la sicurezza pubblica, ha raggiunto nel 2025 circa 11,7 miliardi di dollari. Palantir ha aumentato i ricavi del 56% nel 2025, mentre Cellebrite continua a crescere nelle tecnologie investigative. Poi c’è il mercato dello spyware governativo, con aziende come NSO Group e il controverso Pegasus.
Nel frattempo il cittadino vede le forze dell’ordine intervenire, identificare e fermare, ma spesso operare dentro un sistema di procedure, norme, tempi giudiziari e limiti operativi che non consentono di trasformare immediatamente quell’intervento in una conseguenza concreta.
Il criminale torna in strada e il cittadino conclude: «La polizia non può fare nulla». La polizia, però, opera dentro regole che non ha scritto.
Ed ecco la soluzione: più telecamere, riconoscimento facciale, raccolta dati, analisi predittiva, archivi biometrici.
Naturalmente non esiste una prova ufficiale che qualcuno usi i governi per provocare deliberatamente più criminalità al fine di vendere sorveglianza però il meccanismo può essere interessante.
Un governo non potrebbe dire ai cittadini: «Vogliamo controllare ogni vostro spostamento ed ogni vostra operazione». La gente si rivolterebbe.
Però potrebbe lasciare che sia la paura a fare il lavoro: leggi più permissive, meno sicurezza percepita, più paura; più paura, più richiesta di protezione; più richiesta, più sorveglianza.
In questo modo il governo potrebbe dire: “ce lo avete chiesto voi!!”
…e quando il topo arriva a pagare anche il prezzo della sua gabbia, il capolavoro è completo.
Visione distopica?
Può essere….








