
Roma, 17 settembre 2029 — Ore 21:00
Alle 21:00, senza preavviso, tutte le televisioni interruppero le trasmissioni.
Il Presidente del Consiglio apparve sullo schermo. Non sorrideva.
«Italiane e italiani,
questa sera il Governo comunica una decisione storica che sicuramente non sarà facile da digerire ma è una scelta obbligata negli interessi dell’Italia e degli italiani.
Apriremo una partnership strategica con i BRICS per diversificare i nostri rapporti economici e commerciali e per interrompere la dipendenza a senso unico dagli Stati Uniti e dall’UE.
Abbiamo chiesto a Washington il rientro delle nostre riserve auree custodite negli USA ed avviato il negoziato per la progressiva rimozione della presenza militare statunitense dal nostro territorio.
Con Bruxelles riapriremo i trattati che riteniamo non più sostenibili per l’Italia: economia, bilancio, commercio e immigrazione. Se le nostre condizioni saranno respinte, avvieremo il percorso di uscita.
Per sostenere l’eventuale transizione ed affrontare il debito che ci lega all’UE, abbiamo predisposto una possibile linea di credito con la New Development Bank dei BRICS, a condizioni e tassi d’interesse decisamente inferiori a quelli che oggi sosteniamo con l’UE.
Sappiamo cosa potrebbe accadere: isolamento, mercati in fuga, pressioni e un possibile effetto domino.
L’Europa nacque con obiettivi straordinari, ma si è sviluppata in una direzione opposta ai nostri interessi nazionali.
Riformeremo il sistema fiscale, rendendolo competitivo per le grandi aziende e sostenibile per le piccole e medie imprese, lo scheletro della nostra economia.
Potrebbero arrivare attacchi, ma non accetteremo più di fare gli interessi altrui a discapito dei nostri.
Diventeremo neutrali militarmente e porremo condizioni precise alla NATO. Se non saranno rispettate, valuteremo l’uscita, rafforzando nel frattempo la nostra difesa. Da oggi, non ci chiederemo più cosa conviene agli altri. Ci chiederemo esclusivamente cosa conviene all’Italia.








