
L’individuo blasé oggi: da Simmel ad Internet, dall’intensità al livellamento
Una delle intuizioni più radicali di Georg Simmel è la figura dell’individuoblasé, colui che smette di percepire valore nelle cose. Non perché non le veda o non le capisca, ma perché tutto gli appare uguale, opaco, privo di senso. NellaMetropoli e la vita dello spirito, Simmel individua nell’intensificazione della vita nervosa — generata dal continuo bombardamento di stimoli sensoriali e cognitivi — la radice di questa indifferenza. Ilblasénon nasce da ignoranza, ma da sovraccarico. E la città moderna, con il suo ritmo incalzante e le sue contraddizioni, ne è il terreno fertile.
Questa “incapacità di reagire a nuovi stimoli” è, per Simmel, l’essenza delblasé. L’individuo metropolitano subisce una tale densità di esperienze, immagini, messaggi e scambi, da perdere la capacità di distinguere e dare priorità. La sua vita non si struttura più secondo una gerarchia di preferenze (verticale), ma si appiattisce in una dimensione orizzontale in cui ogni cosa vale quanto un’altra: tutto diventa intercambiabile, grigio, irrilevante.
Il Blasé digitale
Ora, sostituendo la metropoli con Internet, il quadro resta inquietantemente attuale. Anche la rete è un ambiente in cui gli stimoli si susseguono senza sosta, spesso contraddittori e sempre più intensi. L’internauta moderno — sommerso da notifiche, breaking news, video virali, like e scroll infiniti — vive un’esperienza nervosa simile a quella del cittadino simmeliano. Ma qui, l’intensità si moltiplica: non ci sono confini, non c’è un centro. Tutto è ovunque e tutto insieme.
Il risultato? L’individuo online rischia di diventare unblasé 2.0. La rete, che promette connessione e conoscenza, può invece ottundere. La sovrabbondanza di stimoli porta a un’erosione del senso. L’orizzontalità radicale di Internet — dove la battuta del giorno, la tragedia internazionale, il meme del momento e l’analisi geopolitica convivono sulla stessa timeline — distrugge ogni gerarchia. Nulla ha più peso. Nulla spicca. Nulla coinvolge davvero.
Così, l’uomo digitale, davanti a uno schermo, è attraversato da informazioni che scivolano senza sedimentare. Sembra immerso in un mare in burrasca, ma è solo un’acqua piatta, piena di schiuma e senza onde vere. La reazione si spegne, la sensibilità si attenua, la differenza tra ciò che conta e ciò che è superfluo si dissolve. L’individuo diventaorizzontale: non perché più aperto o inclusivo, ma perché privo di profondità, incapace di scegliere, di indignarsi, di appassionarsi.
Conclusioni
In definitiva, l’intuizione di Simmel ci parla ancora oggi. L’uomoblasénon è solo una figura della modernità urbana: è il rischio latente di chi vive in una connessione permanente e indistinta. Un individuo che non sente più, non perché non possa, ma perché ha sentito troppo.







