
Appare, scompare
affonda nella penombra dei crepuscoli,
abbaglia nel nitore delle folgori,
cavalca l’onda
galleggia nella bonaccia
si sfalda nel crollo degli imperi.
Ma torna a librarsi nelle brezze orientali
a deflagrare nell’urlo dei tuoni
a suggere i sospiri degli amanti.
S’arresta, ma già più non l’afferri,
s’eleva nella sublimazione del pensiero,
sprofonda nel degrado della materia.
Resta con me un solo istante,
illumina il senso delle cose,
lascia ch’io avverta la carezza del tuo palpito.
Allora, saranno dolci memoria e nostalgia,
allora, ancora.








